News – SMOKING STELLA

La nuova preziosa special edition

SMOKING STELLA di JAN FABRE

Quattro parole in croce di Giacinto Di Pietrantonio

Frammenti, indizi

I am a mistake” afferma Jan Fabre. “L’artista è un errore biologico rispetto all’opera”, chiosa Achille Bonito Oliva che con queste poche parole traccia inequivocabilmente il ruolo dell’uomo-artista nella storia e nell’arte, quale strumento divino, messaggero degli dei capace di rendere visibile agli uomini misteri ancora insondati della vita e dell’universo.

“Un artista deve essere come Prometeo, perché ruba il fuoco fonte di vita, lo ruba agli dei per darlo agli uomini e renderli capaci di creare la propria vita. Così io rubo il fuoco o lo prendo da altri artisti, filosofi e scrittori e cerco di trasmettere il fuoco ad altre persone”. Così Fabre stesso si definisce in una densa intervista su Parallelo42, e questo è certamente uno dei potenti significati e valori dell’opera di Fabre uomo e artista.  “[…] artista eretico, che con la sua indisciplina nel trattare tante discipline si discosta dallo specialismo […] – per divenire una – […] sorta di Leonardo contemporaneo”. Come lo definisce nei suoi poetici ampi, preziosi e profondi testi, Giacinto Di Pietrantonio, che descrive e inscrive l’opera di Fabre, in una miriade di riferimenti straniati, abbracciando geografie e culture, vicine e lontane, nel tempo e nello spazio, rendendola intelligibile anche ai non addetti ai lavori.

Da questa esclusiva somma di testi possiamo estrapolare i nutrienti come i fondamenti espressivi del lavoro di Jan Fabre, quali: Corpo anche in singoli elementi che lo rappresentano, Natura, Arte, Storia e Identità, Religione ma solo come immagine dell’uomo che cerca se stesso e dunque spiritualità universale.

Tagliente e sontuosa, l’opera di Jan Fabre, emerge dagli elementi che diventano strumenti narranti, che si dipanano mediante la Metamorfosi, la quale a sua volta muove dall’Autoritratto dell’autore che incarna materia significante e soggetto delle opere con cui Fabre analizza e racconta i diversi temi a lui cari.

La sua indagine artistica quasi scientifica, fatta di scomposizione e ricomposizione del mondo, muove dall’idea germinativa dell’uomo, che Fabre rappresenta con la sua stessa figura, verso una ricostruzione universale. Viene da pensare che l’uso dell’autoritratto sia prevalentemente strumentale, quasi solo elemento a lui più vicino e conosciuto. E ancora, come “sismografo del presente” l’artista indaga gli interstizi infinitesimi del tempo sospeso, tra il non più e il non ancora dell’ora blu. Tra vedere e sentire, l’opera è sempre volta alla comprensione del mondo e del pensiero che l’uomo ha del mondo.

Se arte è dunque pensiero, Fabre “uomo-artista-mondo-cosmo” non può ragionevolmente essere ne uomo ne donna ma solo pensiero. Così come Fabre che è pensiero, uomo e artista, agevolmente si nutre e attraversa, la storia e la vita, la fisicità e tutte le forme artistiche, con la stessa – vigorosa leggerezza – nel senso della profondità ossimorica dell’arte di cui parla A.B.O, fa fluire la sua opera tra uomo e donna. Perché in fondo“[…] la creatura donna è ciò che ci fa uomini quali siamo, non solo e non tanto nel senso che ci partorisce, ma appropriandosi e donandoci il pensiero. – Così descrive Giacinto -[…] la Sibilla oracolare, tra Cassandra e Pizia […  della performance per la Valle dei Templi “Schande ubers ganze Erdenreich!” […] Fabre, sia nel teatro che nell’arte, non chiede alle attrici e attori, performer, di interpretare una parte, di calarsi in essa, ma di Essere”.

Allo stesso modo, profonda e leggera, di una “leggerezza” che si nutre di conoscenza, come indagata nelle preziose Lezioni americane di Italo Calvino, ci appare questa nuova meravigliosa opera Smoking Stella, finemente tratteggiata dalle efficaci, bellissime parole di Melania Rossi, storica dell’arte, curatrice e donna, come donna è la materia narrante, attrice e artista Stella Höttler. “Smoking Stella appare come un intimo, quasi privato, manifesto poetico in cui Fabre, da artista e da uomo, sceglie di consegnare alla sinuosità di un corpo di donna il potere del fuoco, il mistero del fumo, la perseveranza del rito. […] – come nei – […] moltissimi i riferimenti al “carnevalesco” nordico e al “dark side” della visionarietà fiamminga. In un paese che è stato sempre dominato – sostiene Fabre – l’arte non poteva che cercare la libertà e la gioia del vivere nella festa, nella vita paesana, nella gente comune. Fino al surrealismo di Magritte, all’ironia magistralmente assurda della pipa che smette di essere tale pur restando una pipa. […] Anche la vanitas della sigaretta di Fabre, come tutte le vanitas, è memento mori, ma è soprattutto fascino irresistibile di ciò che svanisce per mutare forma continuamente, come la bellezza di tutte le Pandora contemporanee che sfugge e fugge, come la fiamma che tremola, come il desiderio e l’amore, come un filo di fumo che sale verso il cielo”.

Nel 2017 Jan Fabre ci ha accordato la possibilità di produrre un suo multiplo. Un progetto che avrebbe contenuto la raccolta di testi che Giacinto Di Pietrantonio ha scritto su di lui. Dopo oltre un anno di elaborazione è scaturito questo prezioso lavoro, la nuova spiazzante opera di Jan Fabre Smoking Stella, con un testo corposo, moltiplicatore di infinite riflessioni.

Mariantonietta Firmani