Parallelo42 Raccolta_08

Parallelo42 Raccolta_08 con autori straordinari: Achille Bonito Oliva, Oscar Niemeyer, Massimiliano Fuksas, Mario Botta, Jan Fabre, Giacinto Di Pietrantonio, Mimmo Paladino, Sergio Givone.

Parallelo42 Raccolta_08, come tutte le raccolte d’arte, è articolata tra testi e immagini. Documenti multimediali è possibile trovare video alla sezione incontro con gli autori o audio alla sezione podcast. Di seguito selezione di testi e immagini.

01_08 “ABO e l’Archietttura” Achille Bonito Oliva – Oscar Niemeyer – Massimiliano Fuksas – Mario Botta – Fulvio Irace

[…] Achille Bonito Oliva: l’architettura moderna non è sempre occupazione di spazio o progettualità contro il caos della natura. Può avere anzi una funzione ecologica. Sei d’accordo?

Oscar Niemeyer: ho già parlato del rapporto tra l’architettura e la natura. Di come l’ho concepita osservando la natura piana, l’orizzonte infinito di Brasilia. Adesso preferisco trattare dello spazio nell’architettura; non solo dello spazio che la racchiude, ma di quello che l’architetto crea nell’elaborare un progetto. è un compito così importante che nel disegnare due edifici, il progettista deve per prima cosa definire lo spazio esistente tra di essi.

L’architetto deve affrontare il problema dello spazio durante tutto lo sviluppo dei suoi progetti. Comincia con la distribuzione dei suoi edifici sul terreno, cercando di creare un buon rapporto tra volumi pieni e spazi vuoti. Poi questo problema si ripropone esternamente e internamente in ciascuno dei suoi progetti. Nel disegnare ad esempio un colonnato, l’architetto dovrà creare e proporzionare lo spazio tra le colonne, altrettanto importante delle colonne stesse. E se per caso hai letto Rilke, concorderai con piacere questa frase: “gli alberi sono magnifici, però ancor più magnifico è lo spazio sublime e commovente che esiste tra loro”. […]

Parallelo42 Raccolta_08, Mario Botta Parallelo42 Raccolta_08, Massimiliano Fuksass

02_08 “tra pensiero e azione” Jan Fabre – Giacinto Di Pietrantonio

[…] Jan Fabre: per quanto mi riguarda, prima di tutto la metamorfosi, anche come artista, comporta uno stato di movimento, uno stato di cambiamento. Quindi ciò implica come ho già detto una scelta sistematica per la ricerca e la sperimentazione. In secondo luogo, comporta anche una sorta di consapevolezza; quando ad esempio si compara un angelo ad un essere umano, l’angelo è inalterabile, perfetto, non colpevole, statico, mentre l’essere umano è in movimento, colpevole, volubile. Quindi noi umani siamo l’esatto opposto degli angeli.

Nel contempo, non essendo statici ma in movimento, ci adattiamo, re-inventiamo, compiamo delle metamorfosi e cerchiamo di rendere le cose migliori. Quindi, sostanzialmente, noi umani abbiamo saputo usare il nostro cervello, la nostra materia grigia. Cerchiamo di progredire. Da un punto di vista umanistico, lo facciamo molto meglio degli angeli, perché gli angeli sono perfetti e noi invece siamo imperfetti. E continuiamo a migliorare e il progresso avviene attraverso la metamorfosi, attraverso lo stato di cambiamento. […]

Parallelo42 Raccolta_08, Jan Fabre

03_08 “Quijote” Mimmo Paladino – Sergio Givone

[…] Mimmo Paladino: ma certo io sono convinto di questo, nella prospettiva di Paolo Uccello, nel rigore di Piero Della Francesca, c’è lo stesso drammatico percorso di Caravaggio, benché siano mondi e modi completamente diversi, il percorso di chi costruisce un’immagine non può non essere lo stesso, ma questo a cominciare dai segni degli indios di Lévi Strauss. Allora la cosa che mi interessa è questa necessità dell’uomo, artista o non artista che sia, di esprimersi attraverso un segno, rimandando poi all’esperienza e alla capacità di ciascuno di organizzarlo in modo più o meno espressivo, narrativo, sintetico. Don Chisciotte è la metafora dell’artista proprio per la sua capacità di organizzare uno spazio intorno alla sua idea iniziale. […]

Parallelo42 Raccolta_08, Mimmo Paladino

Disponibili a richiesta materiali per studi e ricerche.

Video degli eventi sul nostro canale Youtube.

Newsletter